giovedì 9 luglio 2009

Il paradosso di Frossard


Lavoravo (era il mio primo impiego dopo la laurea) all’ufficio stampa della casa editrice salesiana, le cui origini ri­salgono a don Bosco stesso, quando uno dei più noti e caustici giornalisti e scrittori francesi, André Frossard, appena nominato, mise a rumore prima il tout-Paris e poi il mondo intero con il racconto del Mistero in cui era incappato all’improvviso trent’anni prima. Toccò dunque a me accompagnare l’autore in una tournée di presentazione per mezza Italia quando uscì la traduzione di quel suo sconcertante Dieu existe, je l’ai rencontré.

Rividi poi Frossard varie altre volte, nella sua casa di Neuil­ly-sur-Seine. E fu proprio lì che, un giorno, intesi uno dei suoi molti paradossi sferzanti. Si parlava del disprezzo di certi intellettuali per il mondo della religiosità popolare; e, in particolare, per ciò che ha contrassegnato – e, almeno in parte, tuttora contrassegna – la devozione mariana, l’ambiente dei santuari e dei relativi pellegrinaggi.

Mi disse, dunque, il vecchio André, ammiccando con i suoi occhi ironici e accendendosi l’ennesima sigaretta, dopo averla infilata su un bocchino, con una sorta di rito che conoscevo bene («Solo un ordine esplicito del Papa potrebbe indurlo a smettere di fumare...», sospirava la moglie): «L’Aldilà, creda a me, sarà una bella sorpresa per i sapienti sofisticati. Non solo scopriranno che un Altro Mondo esiste davvero, ma si troveranno a essere bersaglio della benevola quanto splendida ironia del Dio cristiano. Credo proprio, infatti, che quegli schizzinosi signori troveranno nel loro paradiso tutto ciò che in vita li aveva fatti inorridire: le bottiglie in plastica a forma di Madonna, le bocce con il santuario e la neve quando si scuotono, le immagini di Maria e dei santi popolani da attaccare al cruscotto dell’automobile, i quadretti e le immaginette kitsch. E il bello sarà che tutto quel bazar gli piacerà moltissimo, perché Dio gli avrà ridato quell’infanzia spirituale e intellettuale che avevano perduta e tanto disprezzata. Vivranno felici per sempre, beandosi fra quella paccottiglia da bancarella di santuario»

Tratto da Ipotesi su Maria di Vittorio Messori, pag 68ù

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